Carlo Re ARTISTA FEDERATO
CARLO RE
È nato a Rho (Mi) nel 1954. La passione per l'arte la eredita dal papà che lo spinge a coltivare le sue inclinazioni, confermate daquella che egli chiama "voce interiore" che non gli lascia alterativa.
Si forma presso il Liceo Artistico di Brera, che considera fondamentale per impadronirsi della tecnica del disegno, ma si ritiene principalmente autodidatta.
Il suo iter artistico parte dall'accademico studio "dal vero" e trova piena rispondenza alle Sue esigenze sin dal 1968, quando s’inserisce nel gruppo "Vicolo del Pomero", composto da pittori appassionati del lavoro "en plein air".
Il legame con l'immagine figurativa persiste Fino alla fine degli anni Ottanta. Successivamente passa ad argomenti più fisicamente intangibili e si dedica allo studio del movimento che, nelle sue opere, si concretizza nelle composizioni stilizzate. La sua espressione artistica si evolve gradualmente assieme alla conquista di una maturità personale che si raffronta, sempre più criticaniente, con la società. le sue opere diventano via via una presa di coscienza ed un prendere atto della realtà e della condizione umana; in esse, in cui accanto alle tecniche pittoriche tradizionali compaiono elementi come bossoli e oggetti di varia natura' sono denunciati il malessere sociale, le sue cause, le sue conseguenze che, nella spiccata sensibilità dell'artista, assumono le connotazioni di una poesia drammatica. Si tratta di un linguaggio artistico arcano che, nella sua sintesi formale, si presta a diversi gradi di interpretazione: dalla lettura immediata e gradevole, quindi dalla visione acritica dell'immagine così come si presenta alla vista, alla riflessione sui fatti e sugli avvenimenti, alla percezione di messaggi reconditi. Emergono abbondanti le ferite sociale, politica, personale, sentimentale; così i bossoli rappresentano la violenza; le campiture nere il petrolio, simbolo del potere economico attuale; i bambini stilizzati spesso compaiono con tre teste e sono coloro che subiscono impotenti e incolpevoli il dramma del mondo.
Carlo Re ha esposto in 8 mostre personali quasi tutte in Italia e 93 collettive, prevalentemente all'estero dove è più concentrato il collezionismo pubblico e privato delle sue opere.
Lo spinto un po' nomade e un po' selvaggio del suo esistere lo induce a sperimentazioni personali e cambiamenti, per questo ha spostato più volte la sua residenza in diverse città italiane fino all'estremo desiderio di un contatto con la natura, a vivere in campagna addestrando cavalli. Nella sua vita ha compiuto numerosi viaggi in tutto il mondo; quelli in Egitto lo hanno profondamente suggestionato la sua fantasia e lo hanno spinto a creare opere di gusto surreale-onirico.
Si sono interessati alla sua pittura i critici: Giorgio Barberis, Giovanna Barbero, Guido Bruno,
Jean Fonce, Carlo Franza' Denise Hoolier, Carlo Morra, Alberto Olino' Muk
Raj Anand, Louis Talnians, Pablo Trullen Gimeno, Gigi Valsecchi, Heiii Van Flaaren, Anna Zannini.
Artisticamente ed umanamente è animato da autentici sentimenti che si concentrano nell'amore
per i suoi cinque figli, Alice (1973)Lontana(1979), India (1990), Blu (1999). Pathos(2001 ), attraverso i quali, simbolicamente, vorrebbe proteggere i bimbi di tutto il mondo e dare loro maggiore serenità.
Carlo Re concede la sua amicizia a poche persone,ma nella sua vita i migliori e sinceri amici
sono stati artisti quali i savonesi Guido Banno,Agenore Fabbri; l'italo-franco-cubano Wifredo Lam e il fossanese Enrico Miller, che influì molto sulle sue scelte artistiche, anche se questa amicizia è durata pochi anni, essendo nata negli anni Ottanta, quando Miller era già molto anziano. Alcuni ancora lo sono, come il belga Octave Landuyt e i milanesi Ernesto Treccani e la scrittrice Vittoria Palazzo.
La frequentazione di Miller lo portò alla consapevolezza della sua statura artistica di portata internazionale.











